7 motivi per cui il no-reply rovinerà il tuo email marketing

Scritto da Marco Panichi il Aggiornato il
email marketing no reply

Molte aziende utilizzano il no-reply nelle loro email per fare email marketing.

Se chiedi loro perché lo fanno, le scuse variano da “Ma tanto chi vuoi che risponda oggigiorno alle email?” a “Se la gente vuole scrivermi, deve utilizzare l’indirizzo che dico io, altrimenti mi intasa la posta elettronica“.

Però quando si fa email marketing non è consigliato utilizzare il “no-reply” per almeno 7 motivi.

1) Il no-reply aumenta le segnalazioni spam

Quando si fa email marketing o anche nel semplice invio di email multiple, bisogna sempre mettersi nei panni dei destinatari. Questo serve, ad esempio, per capire che non tutti gli utenti cercano il link per la cancellazione alla newsletter ma, vedendo il tasto di risposta, intendono scrivervi per chiedervi di cancellarli dalla mailing list.

Appena si accorgono che non è possibile rispondere alle tue email, non pensare che si metteranno a cercare il link per cancellarsi dalla newsletter! Ti segnaleranno come spam, vuoi per comodità, vuoi per vendetta.

2) Il no-reply compromette la certezza di consegna

Molti servizi di posta elettronica, per combattere lo spam, analizzano le campagne di e-mail marketing.

I criteri di questa analisi sono soprattutto l’interazione che i destinatari hanno con le email che ricevono. Se un utente apre l’email, clicca, risponde, ecc significa che l’email marketing funziona e conferirà ai tuoi messaggi di posta una qualità buona.

Se invece un’email viene solo aperta e poi cancellata (o lasciata lì dov’è), i parametri per giudicarla buona o meno sono minori e si rischia che i provider la segnalino come spam, perché la ritengono non interessante per l’utente.

Pertanto, se è possibile rispondere ad una email allora questa è considerata di migliore qualità e quindi diminuisce la possibilità di finire nello spam.

3) Con il no-reply perdi occasioni importanti di e-mail marketing

Se gli utenti non possono rispondere alle email che gli invii, perdi importanti occasioni di contatto e di vendita.

Gli utenti sono abituati, anche grazie ai social network, ad interagire con le aziende e ad esprimere le proprie opinioni. Se ricevono email con cui non possono interagire, non sono in grado di scegliere di affidarsi a voi. Ed è anche giusto.

4) Il no-reply impedisce l’aggiunta alla lista contatti

Uno degli obiettivi dell’email marketing è che gli utenti aggiungano il tuo indirizzo email alla loro lista di contatti.

Se l’indirizzo del mittente è però un “no-reply”, che motivo hanno di aggiungerti se non possono contattarti, se non sono autorizzati ad inviare email al tuo indirizzo?

Inoltre, uno degli obiettivi dell’email marketing è quello di incoraggiare gli utenti ad interagire con le tue email e, il “no-reply” preclude questa possibilità.

5) Il no-reply è arrogante

Questo è il motivo più importante per non utilizzare il no-reply nell’email marketing.

Gli utenti che ricevono email in cui è riportato “si prega di non rispondere a questa email” non si sentono presi in considerazione, tanto meno la loro opinione. Ed hanno ragione.

E’ una conversazione ad una direzione quella che imponi: chiedi di ascoltare ciò che hai da dire ma non ascolti cosa pensano i destinatari.

Inoltre gli utenti possono pensare di non essere degni del tuo tempo.

6) Il no-reply spersonalizza la comunicazione

Alla gente piace pensare che dall’altra parte dell’email che ricevono ci sia una persona, non un computer o un risponditore automatico.

Utilizzare il no-reply per il tuo email marketing fa in modo che la gente pensi che non ci sia nessuno con cui comunicare e rende fredda e impersonale la tua email (diminuendo la possibilità di raggiungere i tuoi obiettivi di marketing).

7) Il no-reply può essere illegale

In alcuni paesi fare email marketing tramite un indirizzo email no-reply non è consentito.

In alcuni paesi europei, ad esempio, è necessario disporre di un indirizzo email con cui gli utenti possano interagire.

Le leggi di questi paesi valgono anche per te, indipendentemente dal paese di origine della tua email.

Se vuoi saperla tutta…

Ancora sei convinto che utilizzare nell’email marketing il no-reply sia necessario perché non si può gestire le email della gente che risponde alle tue?

Ti svelo un segreto: se non sai gestire le risposte degli utenti, allora hai problemi di business più grandi.

Pensaci un secondo: spendi tanti soldi in marketing, email pubblicitarie e pubblicità per avere contatti, nutrirli e convertirli… e poi ignori le loro risposte? Questo è illogico, per non dire assurdo.

Interagire con i clienti deve essere una priorità assoluta.

Un’altra riflessione sull’email marketing

Non pensi che rispondere o meno ad un messaggio ricevuto debba essere una scelta del destinatario e non del mittente?

Mettere il potere di scelta in mano agli utenti e non porre loro dei limiti nella comunicazione è importante per raggiungere obiettivi di marketing aziendali.

Cosa ne pensi del no-reply nell’email marketing?

Racconta come svolgi il tuo email marketing, se utilizzi il no-reply, se hai altri motivi per non utilizzarlo… insomma, racconta la tua esperienza!

 

L'autore è Marco Panichi

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Commenti

  • Siti Web

    STUPIDAGGINI, ce lo vedi un indirizzo che non sia no-reply a fronte di una lista con 1000000 indirizzi? ma dai……
    http://www.marcopanichi.com/

  • Avevano messo un commento qui che poi hanno cancellato non si sa perché, forse perché firmato con il nome di una web agency? mah. Comunque il commento (che ho potuto copiare dalla notifica ricevuta per email) era il seguente:

    “STUPIDAGGINI, ce lo vedi un indirizzo che non sia no-reply a fronte di una lista con 1000000 indirizzi? ma dai……”

    • RISPOSTA:

      Sinceramente non ho mai lavorato con volumi di iscritti enormi quindi non ti so dire se potrebbe essere un problema rispondere a chi risponde alle newsletter commerciali.

      Per mia esperienza diretta questo avviene molto poco perché non c’è l’abitudine e forse le newsletter hanno un tono autorevole che non invita molto al dialogo. Però quando capita (e poi gli si da seguito rispondendo a nostra volta) si ottiene sempre un forte legame umano che esula dal canale comunicativo utilizzato. E questo secondo me ha un valore.

  • Isael

    E’ da anni che con i miei clienti adotto questa strategia. E molte volte ripaga! Addirittura spesso faccio di tutto affinché una newsletter sembri tali e quale ad un’email vera: niente grafica, testo molto colloquiale

    • Sono iscritto ad alcune newsletter che funzionano così (Roberto Rota, Avinash Kaushik) e le trovo molto gradevoli. Del resto le newsletter graficamente attraenti assomigliano più ad un volantino e si è portati a cancellarlo.

  • IsaGiochi

    Prima di leggere questo articolo davo per scontato di usare il no-reply. Mi hai distrutto un mito, e hai fatto bene